Morte di un re

“... La verità è che sto morendo consigliere... ne io ne tu ci possiamo fare niente... e se proprio devi piangere vedi di non farmi assistere allo spettacolo”.

“...Farò il possibile maestà, ma io sono certo che ce la farete anche questa volta come vi siete cavato da guai ben più grossi e siete sempre stato forte... il più forte... Siete stato ferito tante volte in battaglia e tante volte i saggi e gli scienziati vi hanno dato per spacciato, ma vi ho sempre visto rialzarvi...” “ Tu non sei mai riuscito a credermi Randàll, ed è per questo che ti ho fatto consigliere.
Non mi credevi quando dicevo che avrei fatto d’un regno oppresso un impero.
Non mi credevi quando dicevo che sarei riuscito a dare prosperità ai nostri sudditi, e, per quanto riguarda le ferite e le volte di cui parlavi, dopo la battaglia di Ran fosti proprio tu a consolare mio figlio e la mia donna anzitempo... ed allora ti dissi che mi sarei alzato per parlare al popolo.
Credimi adesso : sto morendo Randàll, e anche se sei un bastardo senza Dio, quasi quanto me, ti voglio bene e mi dispiace lasciarti... e almeno adesso che sto tirando le cuoia smettila di chiamarmi maestà... ho più bisogno di comprensione adesso che di rispetto”
“ Va bene Kronos, ti chiamerò col nome che ti sei scelto, come tu mi hai sempre chiamato con un nome che non ho mai avuto... il tuo vero nome non lo so nemmeno io, come non lo sa la madre che non hai mai conosciuto... anche io ti voglio bene... io e te siamo due bastardi senza Dio che hanno messo in piedi un impero... ed ogni giorno dei nostri è valso una vita intera di chiunque... con quale coraggio vuoi lasciarmi solo adesso, proprio nel giorno dell’ ultimo trionfo... nel giorno in cui abbiamo realizzato il nostro sogno...
Non consolavo la tua donna; non consolavo neppure tuo figlio, ma me stesso... e avevo paura... avevo paura che non avremmo mai più bevuto insieme, che non avremmo più riso ne corso a cavallo, che non avremmo mai più litigato...
avevo paura di perderti...
Hai sbagliato tante volte... abbiamo sbagliato tante volte Kronos, forse abbiamo sbagliato tutto... ma io non sono abituato a sbagliare da solo... e soprattutto, per fare un altro impero, non bastano solo i miei errori.
Anche io vedo la gente Kronos... anche io li vedo... ricchi ed impegnati a strapparsi gli affari gli uni con gli altri... anche io ho capito che nessuno ricorda più il tempo dell’oppressione... anche io... ma è così che deve essere, e il tempo... molto tempo gli porterà consiglio... ”.
“Non mi resta molto Randàll, e se quello che dici è vero come credo è anche meglio così.
Il tempo dell’ acciaio è finito. Il nostro tempo è finito, costruendo un sogno nel quale non c’è spazio per noi... abbiamo sbagliato, ma è stato un giusto errore il nostro e alla fine, per quanto tu potessi essere astuto ed io forte e deciso la storia ha fatto di noi ciò che più serviva...
Ascoltami bene adesso... il mio tempo è quasi scaduto...
Ti affido mio figlio perchè tu finisca di educarlo... insegnagli a non essere come me... a non correre, a meditare le decisioni, a contrattare ed a farsi amici i nemici anziché distruggerli... digli la verità sui natali di suo padre e fai che lo disprezzi perchè non gli venga mai in mente di imitarmi.
Occupati della mia giovane compagna, che trovi un’altro uomo e sia felice, tanto da dimenticarmi.
Non voglio una tomba troppo ingombrante, ma una lapide... scrivi quello che voglio sia scritto :
Qui giace Kronos, migliore dei re e peggiore degli uomini.
Ha distrutto nemici, saccheggiato castelli, ucciso valenti avversari e regnato in modo giusto per la sua giustizia.
Se un solo uomo o una sola donna gli avesse sorriso una volta di più non avrebbe fatto nulla di tutto questo”.


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